Sinus Pilondialis

Il Sinus pilonidalis è una patologia infiammatoria cronica che colpisce più frequentemente la regione sacro-coccigea, cioè la piega tra i glutei. È caratterizzata dalla formazione di uno o più piccoli canali sottocutanei (detti “seni”) che possono contenere peli, detriti cutanei e materiale infiammatorio. Questa condizione può causare dolore, arrossamento, secrezione purulenta e talvolta la formazione di ascessi con vere e proprie fistole. Colpisce soprattutto giovani adulti, in particolare uomini, ed è favorita da fattori come sudorazione, attrito locale, presenza di peli folti e posizione seduta prolungata.

Se la malattia diventa sintomatica o recidivante, il trattamento principale è chirurgico. Esistono diverse tecniche, che vengono scelte in base alla gravità della malattia, all’estensione e alle condizioni generali.

La prima tecnica, o se vogliamo esagerare, la più antica o tradizionale è l’escissione con guarigione per seconda intenzione: si rimuove completamente il tessuto malato lasciando la ferita aperta, con il vantaggio di ridurre il rischio di recidiva. Richiede però tempi di guarigione più lunghi e medicazioni frequenti. Seppur la più fastidiosa, talvolta è l’unica soluzione. 

Un’altra possibilità, la più usata, è l’escissione con chiusura primaria: la lesione viene rimossa e la ferita viene suturata immediatamente, consentendo una guarigione più rapida, ma talvolta associata a un rischio leggermente maggiore di recidiva se la tensione sulla ferita è elevata.

Per ovviare ai piccoli inconveniente delle due tecnica sopra descritte, negli ultimi anni si sono diffuse tecniche che prevedono lo spostamento di lembi cutanei (flap), come la tecnica di Karydakis o il lembo di Limberg, con l’obiettivo di appiattire il solco intergluteo e ridurre l’accumulo di peli e umidità, o la tecnica di Bascom Gips, nata dalla combinazione dei principi descritti da John Bascom e successivamente sviluppati e semplificati da Moshe Gips, con l’obiettivo di eliminare i follicoli e i piccoli tragitti fistolosi responsabili della malattia senza effettuare ampie escissioni di tessuto, riducendo così dolore post-operatorio, complicanze e tempi di recupero. Le piccole aperture non vengono suturate e guariscono spontaneamente in pochi giorni o settimane. Questi interventi presentano generalmente tassi di recidiva più bassi e una guarigione relativamente rapida.

Esistono inoltre altri approcci minimamente invasivi, come la tecnica endoscopica (EPSiT) o l’utilizzo del laser, che permettono di trattare i seni pilonidali attraverso piccole incisioni con minor dolore post-operatorio e recupero più veloce, anche se non sempre sono indicati nei casi più estesi.

La scelta della tecnica chirurgica dipende quindi da diversi fattori, tra cui l’estensione della malattia, la presenza di infezione, l’esperienza del chirurgo e le esigenze del paziente. Un’adeguata igiene locale, la rimozione dei peli e il controllo dei fattori predisponenti sono importanti anche dopo l’intervento per ridurre il rischio di recidiva.

L’intervento viene generalmente eseguito in anestesia locale e in regime ambulatoriale o di day service.

Nella maggior parte dei casi, le cicatrici sono molto piccole e il ritorno alle normali attività è abbastanza rapido. Dopo l’intervento si raccomanda tuttavia una igiene accurata della piega interglutea e la rimozione periodica dei peli (meglio se con laser).

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Graziano Palmisano - MioDottore.it