Neoplasie anali
I Tumori dell’ano sono neoplasie relativamente rare che interessano il canale anale o la regione perianale. Tra questi, la forma più frequente è il Carcinoma del canale anale, che rappresenta la grande maggioranza dei casi ed è generalmente un carcinoma squamocellulare ovvero originato dalle cellule che rivestono il canale anale.
E’ considerato un tumore relativamente raro, circa il 2–3% di tutti i tumori dell’apparato gastrointestinale ma nonostante la sua rarità, negli ultimi decenni la sua incidenza è leggermente aumentata in diversi paesi, in parte dovuta alla diffusione dell’infezione da Papillomavirus umano (HPV), in particolare dei tipi oncogeni. L’infezione persistente da HPV può infatti favorire la comparsa di lesioni precancerose, note come Neoplasie Anali intraepiteliali, che in alcuni casi possono evolvere successivamente verso il carcinoma.
I principali fattori di rischio includono:
- infezione persistente da HPV
- storia di Condilomi anali
- immunodepressione (ad esempio nei pazienti con HIV/AIDS)
- fumo di sigaretta
- rapporti anali non protetti
- precedenti tumori HPV-correlati (come quelli della cervice uterina o della vulva).
I sintomi possono essere inizialmente poco specifici e includere:
- sanguinamento anale
- dolore, fastidio o senso di peso nella regione anale
- prurito persistente
- presenza di una massa o nodulo palpabile
- secrezioni o alterazioni dell’alvo.
Proprio perché i sintomi possono essere simili a quelli di patologie benigne (come emorroidi o ragadi), la diagnosi precoce è importante.
La diagnosi si basa su una valutazione clinica specialistica che inizia sempre con una visita proctologica con anoscopia, ma che può includere, soprattutto in pazienti a rischio:
- Anoscopia ad Alta Risoluzione (HRA)
- PAP Test Anale
- HPV Test Anale
biopsia delle aree o lesioni sospette.
I programmi di screening con PAP Test + HPV Test e successiva Anoscopia ad alta risoluzione HRA permettono di individuare lesioni precancerose e trattarle prima che evolvano.
Il trattamento dipende dal tipo di tumore, dalla dimensione della lesione e dallo stadio della malattia. Nella maggior parte dei casi di carcinoma del canale anale il trattamento principale è una combinazione di radioterapia e chemioterapia, che consente spesso di ottenere la guarigione preservando la funzione dello sfintere anale.
La chirurgia viene riservata a situazioni selezionate, come piccole lesioni superficiali oppure casi in cui la malattia persiste o recidiva dopo la terapia oncologica.
La prevenzione dei tumori anali si basa su:
- vaccinazione contro l’HPV
- diagnosi e trattamento delle lesioni precancerose
- controlli specialistici nei pazienti a rischio.
La diagnosi precoce e il monitoraggio delle lesioni correlate all’HPV rappresentano, dunque, strumenti fondamentali per ridurre il rischio di sviluppare un tumore del canale anale.
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